vendemmia 2019

VENDEMMIA 2019 – tiriamo le somme

La vendemmia 2019 sui colli bolognesi sarà ricordata per l’irregolarità delle maturazioni; non abbiamo mai finito con la vendemmia del ZIGANT e questo anno è andato così.
Dopo un germogliamento regolare dall’inizio di aprile, il mese di maggio ha portato piogge intense e continue; inoltre, l’abbassamento delle temperature ha rallentato lo sviluppo dell’apparato fogliare, facendoci, in qualche modo, perdere un mese.
In queste condizioni e con l’arrivo del grande caldo di giugno, che ha stressato le fioriture, la produzione media si è arrestata ad un 30% in meno rispetto allo scorso anno.

Poca ma buona, si dice, ed infatti, le uve mantengono buone freschezze da acido malico, nonostante il notevole grado zuccherino e, soprattutto il Pignoletto, ha mantenuto una certa regolarità, confermando che i vitigni autoctoni, sono sempre i più adattabili ai cambi climatici.

La raccolta

Abbiamo iniziato con un Sauvignon del 1937, il 21 Agosto e andremo a togliere il Pignoletto e l’Albana per il CastelZola bianco il prossimo venerdì 19 Ottobre.
Sarà quindi una vendemmia spalmata in lungo, proprio perché le maturazioni sono molto lente e le giornate ormai corte ma ancora parecchio calde e quindi non giuste per gestire la botritis che andiamo a ricercare su certi vini, per dare complessità e lunghezza ai nostri vini.

Le uve rosse Barbera e Merlot, hanno sviluppato bucce grosse e non così fini da permetterci lunghe macerazioni, quindi probabilmente non otterremo riserve da questa vendemmia e, purtroppo, il CastelZola rosso non ci sarà, ma siamo ancora indietro e una bella speranza è il Corrado ancora in macerazione.

Come è ormai abitudine abbiamo vinificato, per queste cause, ben 10 tonnellate di Barbera in bianco, capendo che non avrebbe dato ragione alla stagione e, in questo modo, otteniamo acidità per tutti gli altri vini che ci permettiamo di ottenere con uve ben più mature e consistenti.

Buonissime le acidità ed i pH nelle uve grechetto gentile da Pignoletto frizzante, anche se le quantità non ci consentiranno di arrivare alle solite 40000 bottiglie che circa ogni anno otteniamo.

VÈNTI e Zigant, sono notevoli dal punto di vista aromatico (fermentano lentissimamente e le speranze sono tante) mentre la parte in macerazione che andrà a formare il condimento del ZIGANT e quello scherzo che è IL DISSIDENTE, sono stati vendemmiati l’11 ottobre con una buona parte botritizzata che ne sta aumentando la struttura giorno dopo giorno.

Siamo stanchi, sia fisicamente che mentalmente, perché è stata una stagione lunga e faticosa, ma anche fiduciosi che la vendemmia 2019 sarà da ricordare sul piano della qualità e della longevità dei vini.

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